Semi di Lampedusa

 

SEMI DI LAMPEDUSA

 

A cura della Prof.ssa Giovanna Guagliardi

 

Nei giorni 9 marzo, 15 marzo, 12 aprile e 16 aprile 2021 si sono svolti presso il Liceo “P. Villari” di Napoli quattro incontri relativi a “Semi di Lampedusa”, un’attività che rientra nel progetto più ampio “L’Europa inizia a Lampedusa” gestita dal Comitato 3 ottobre, di cui è Presidente Tareke Brahne. Nei quattro incontri sono state coinvolte le classi 3AES, 4ASU, 5BSU, 4CSU, 5CSU, 3CL, 4CL, 3BS, 5BS, 4DL, 5DL, accompagnate dalle docenti Barretta, Coppola, Guagliardi, Mazzone M., Palumbo, Panuzzo, Sanges, Sarubbi, Scala, mentre la prof. D’Arco ha guidato la parte tecnica.
Gli incontri hanno visto la presenza di formatori e volontari del Comitato 3 Ottobre, nelle persone di Eugenio Alfano, Carmen Ferrara, Giulia Riontino dell’Asgi, l’Associazione italiana per gli studi giuridici sull’immigrazione, Sofia Bonomo, Maria D’Ugo, ma anche di associazioni come il Cisom, il Corpo italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta. Nelle lezioni sono stati presentati diversi temi, quali la richiesta di protezione internazionale da parte dei migranti, il soccorso sanitario, la dimensione sociale e psicologica dei migranti Lgbti, la tratta e lo sfruttamento della donna nell’ordinamento italiano. La lezione sulla richiesta di protezione internazionale da parte di soggetti perseguitati nei loro paesi d’origine per la loro identità di genere o il loro orientamento sessuale ha proposto un’analisi critica delle logiche istituzionali e delle dinamiche comunitarie che le persone lgbti si trovano ad affrontare in Italia. La riflessione è stata tesa a far riflettere dunque sulla dimensione sociale oltre che politica del fenomeno migratorio, con l'obiettivo di mostrare e raccontare realtà spesso trascurate, ma parte integrante dell’identità delle persone migranti. Mediante la riflessione sulle dinamiche che si creano per le giovani sfruttate sia nel loro paese di origine, sia al loro arrivo qui in Italia, i ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere realtà molto dolorose e lontane dalla loro esperienza quotidiana, pratiche sociali e religiose, itinerari politici e contesti di accoglienza relativi alla tratta e allo sfruttamento di migranti, prevalentemente donne, che partono da paesi in guerra o disagiati, in cerca di una dimensione di vita migliore e si ritrovano invece imbrigliate nella rete della prostituzione e dello sfruttamento.  Sono state anche fornite giuste informazioni sulle associazioni, istituzioni, strategie e strumenti italiani attivati per strapparle dai traffici criminali e inserirle in sani e legali percorsi di vita e lavoro. Coinvolti in attività laboratoriali e formative, i ragazzi sono entrati in contatto con storie di sopravvissuti, spesso minori non accompagnati, con il percorso doloroso di ogni migrante che lascia il proprio paese, con i pregiudizi da cui difendersi ogni giorno nel Paese di accoglienza.
Gli incontri si sono svolti nell’ottica della educazione alla pace, al valore della memoria storica, quale base dell'utopia, un luogo che non c'è ancora, da costruire insieme con i nostri ragazzi, perché l' utopia ci serve "per non smettere di camminare”.

 

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